Ho trovato questo annuncio di ruolo tramite l'università. Dopo aver perso tempo a cercare l’edificio — poiché non avevo ricevuto indicazioni precise via email — sono stata accolta da una dipendente che mi ha fatto accomodare in una stanza da sola e mi ha consegnato un foglio con alcuni esercizi, in stile “compito in classe”.
Il test consisteva in una simulazione di risposta a un’email tra azienda e fornitori e in un altro esercizio, in inglese, che prevedeva il calcolo di una nota di credito. Ho fatto presente all'impiegata che non sapevo come svolgerlo, poiché nell’annuncio per la posizione non si faceva menzione di attività di questo tipo. Nonostante ciò, mi ha aiutata a completarlo. Terminato il primo esercizio, mi ha consegnato un secondo foglio con altri calcoli che, ovviamente, non ero in grado di svolgere.
Dopo circa un’ora — quando nell’email era stato specificato che si sarebbe trattato di un rapido colloquio — sono arrivati un uomo e una donna, anche se a parlare è stato soltanto l’uomo.
Ha iniziato con tono denigratorio dicendo: “In un’ora solo questo hai fatto?”, per poi passare immediatamente a farmi domande esclusivamente personali. Mi ha chiesto perché non avessi mai lavorato durante gli studi, perché non avessi fatto lavoretti come la cameriera, che lavoro fanno i miei genitori, i voti del diploma e delle lauree.
Ha criticato il voto del diploma e, quando ho spiegato che avevo avuto difficoltà con alcuni professori, ha replicato con: “Dicono tutti così quelli che non studiano.” Poi, vedendo che avevo proseguito i miei studi da fuori sede, ha commentato con: “Ma come hai fatto a vivere fuori? È costoso. Secondo me i tuoi genitori ti hanno viziato.” Ha continuato a ripetere che ero “viziata” per tutto il colloquio, mostrando un atteggiamento arrogante, invadente e poco rispettoso.
Quando ho spiegato che non avevo lavorato durante gli studi per motivi di salute, ha insistito in modo inopportuno nel volerne sapere i dettagli, ignorando il mio evidente disagio e il tentativo di chiudere l’argomento. L'altra persona presente non ha proferito parola, lasciando che l’uomo mi insultasse per tutto il tempo.
Non mi è stata fatta alcuna domanda relativa al ruolo, alle competenze richieste o alle esperienze indicate nel mio curriculum. L’intero incontro è stato incentrato solo su aspetti personali e giudizi offensivi. Alla fine mi hanno congedata e sono uscita da lì con la sensazione di aver appena perso tempo e rispetto.