Il CEO si crede lo Steve Jobs de noialtri per una “start-up” che porta torte di compleanno a casa della gente.
Domande improbabili, chiarisce fin da subito i “ritmi e mole di lavoro importanti” con ovviamente straordinari non pagati, chiede reperibilità continua e di vivere vicino all’ufficio per essere disponibili velocemente “in caso di necessità”. Il peggior colloquio mai fatto.