Pros
Grande agenzia media, la maggiore in termini di fatturato a livello globale
Cons
Il principale problema dell’azienda è un top management estremamente borioso ed autoreferenziale, con una visione del business e della gestione delle persone che appare ormai datata per una media agency che dovrebbe fare dell’innovazione il proprio punto di forza. Si parla molto di leadership, crescita e innovazione, ma nella pratica si applica un approccio rigido, verticale e per nulla attento al vero benessere dei dipendenti. Nonostante l’azienda continui a celebrare risultati economici e posizionamento sul mercato, internamente si lavora con meno risorse, meno flessibilità e maggiore pressione. Le persone vengono spesso caricate su più clienti contemporaneamente, con aspettative crescenti in termini di disponibilità, ore lavorate e produttività. Negli ultimi anni il clima interno è peggiorato sensibilmente: ritorno massiccio in ufficio, comunicazioni molto autoritarie, scarsa flessibilità nella gestione del lavoro, ferie e permessi gestiti in modo rigido e regolamenti interni studiati per essere più strumenti di controllo che di organizzazione. La cultura aziendale premia la presenza continua in ufficio, la disponibilità totale e il pieno "sostegno" al top management, più che merito, efficienza o qualità del lavoro. Si percepisce un clima di pressione costante e una gestione orientata più al contenimento dei costi che alla valorizzazione delle persone. Non sorprende quindi il crescente malcontento interno e il deterioramento del rapporto tra dipendenti e management. Non è un caso che nell’ultimo anno l’agenzia sia stata sindacalizzata: un segnale evidente del disagio diffuso e della mancanza di ascolto percepita dai dipendenti.