Il processo di selezione è stato poco trasparente. Durante il colloquio mi è stata presentata una posizione con responsabilità ampie e generiche (HR Generalist), giustificata dal fatto che l’azienda si definisce "poco strutturata". Tuttavia, il feedback ricevuto non ha rispecchiato quanto discusso: sono emerse esigenze molto diverse da quelle inizialmente descritte.
A distanza di pochi giorni, l’azienda ha pubblicato nuove posizioni HR molto più strutturate e specifiche (es. Talent Acquisition, Learning & Development), in contraddizione con quanto dichiarato in sede di colloquio.
L’impressione è stata quella di un processo disorganizzato e poco coerente, che non valorizza né il tempo né le competenze dei candidati. Un maggiore allineamento interno e trasparenza nella comunicazione aiuterebbero a costruire un’immagine più solida e rispettosa del talento che si vuole attrarre. Ultimo punto: obbligatorio colloquio in presenza senza possibilità di avere una alternativa da remoto, questo costringe i candidati a prendersi diverse ore di permesso essendo Roma una città enorme e con gravi problemi di traffico e in generale negli spostamenti.